SHIMLA

I BOSCHI DELLA SEGREGAZIONE COLONIALE

Salire lungo le pendici dell'Himachal Pradesh fino a Shimla significa cambiare ritmo. L'antica capitale estiva dell'India britannica si distende sui crinali fra edifici di gusto europeo, boschi di deodara e passeggiate affacciate sulle montagne. La strada alta, soprattutto nei tratti pedonali, offre un sollievo netto rispetto al traffico delle grandi città di pianura. Mi colpirono la pulizia, l'aria fresca e una cortesia più formale di quella incontrata altrove. Ma quell'ordine ha una storia precisa: Shimla fu organizzata anche per rispondere alle esigenze di una classe dirigente coloniale che cercava, in quota, un proprio spazio separato.

LA MATERIA DEI BOSCHI E DELLE ROCCE

La città segue la pendenza della montagna. The Ridge e The Mall raccolgono gli edifici monumentali e la memoria della capitale estiva; più in basso, il Lower Bazaar conserva la trama fitta dei commerci e del lavoro quotidiano. La differenza di quota racconta anche una differenza di funzioni e di prestigio.

I Retroscena: Durante il Raj britannico, la geografia di Shimla organizzava anche le distanze sociali. The Mall era la passeggiata del prestigio coloniale, mentre il Lower Bazaar concentrava buona parte dei commerci e dei servizi della città. La segregazione aveva regole concrete: un'ordinanza municipale del 1891 vietava ai portatori di sostare sul Mall fra le quattro e le otto di sera, da aprile a ottobre, salvo quando trasportavano bagagli per visitatori europei. Nel 1905 fu realizzato anche un passaggio sotto la strada per deviare il traffico dei portatori. La divisione fra la passeggiata monumentale e il Lower Bazaar conserva la forma di quella gerarchia, anche se la città di oggi vive rapporti sociali diversi. Nel mercato sottostante si susseguono botteghe, officine e banchi alimentari: il lavoro quotidiano che la cartolina tende a lasciare fuori campo. Più in alto, lungo il percorso verso il tempio di Jakhoo, i macachi abituati alla presenza umana possono avvicinarsi ai visitatori e sottrarre oggetti.

Le mie impressioni pratiche: Muoversi a Shimla offre l'esperienza insolita di una camminata rilassata, priva della necessità di mantenere un atteggiamento di difesa contro gli scam sistemici e la pressione dei venditori ambulanti. L'assenza totale di clacson e mezzi a motore nella città alta permette di esplorare i vicoli storici in una quiete che rasserena i nervi. La stessa ferrovia Kalka-Shimla, il celebre Toy Train, si offre come un percorso panoramico di gallerie e viadotti d'epoca che rallenta i ritmi del viaggio, anche se le carrozze strette sono oggi colonizzate dal turismo di massa della classe media indiana, che riempie il silenzio della montagna con i rumori dei propri smartphone.

I TACCUINI DEL SILENZIO

A Shimla il paesaggio montano e la compostezza delle vie alte possono dare un'impressione di pace quasi artificiale. Ho sentito la distanza fra la città della passeggiata e quella del mercato, fra le facciate curate e il movimento dei vicoli sottostanti. È una percezione personale, nata dal modo in cui ho attraversato questi spazi; proprio per questo mi interessa confrontarla con la storia di una città progettata, in epoca coloniale, per ospitare il potere lontano dal caldo delle pianure.

La chiave di Shimla sta nel rapporto fra architettura e gerarchia. Christ Church, gli edifici amministrativi e The Mall conservano l'immagine della piccola Inghilterra himalayana.

Una volta scesi lungo i gradoni del Lower Bazaar, tra i carichi di patate e i volti induriti dei pastori di montagna, l'illusione della piccola Inghilterra si spezza e la strada reale riprende i suoi spazi, ricordandoti che in questo avamposto l'India è solo stata temporaneamente messa a tacere.

In «L’uomo, la scimmia, la vacca e il topo», un pacchetto di patatine abbandonato attraversa una piccola catena di esistenze: una scimmia, una vacca, un topo e un ragazzino che raccoglie bottiglie tra i rifiuti. La scena si svolge a Jaipur, dove ciò che sembra soltanto confusione rivela una trama di relazioni tra fame, sacralità e sopravvivenza.

Anche a Shimla, dove le scimmie condividono strade e spazi con gli esseri umani, l'ordine della città incontra quello degli animali.

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